Rischierebbero una condanna a 12 anni per le cose che hanno scritto. Putin annienta l’Occidente imponendo la cancel culture ad autentici pilastri della letteratura. La mutilazione dell’editoria classica comprende: interi libri di Platone e Saffo, pagine di Wilde, Proust, Gide, Woolf, l’intera beat generation e perfino di Dostoevskij, tutte annerite con inchiostro. Ed è carcere anche per chiunque li commenti positivamente
Se… Se Platone e Saffo vivessero oggi nella Russia di Putin e pubblicassero le proprie opere come autori russi contemporanei, rischierebbero concretamente fino a 12 anni di carcere, oltre alla messa a bando dell’intera loro produzione letteraria. Quanto meno, sarebbero a rischio di sanzioni economiche, censura e persecuzione legale. L’arresto, più o meno immediato, dipenderebbe dalla modalità di diffusione e dalla reiterazione del reato.
La legge russa contro la “propaganda di rapporti sessuali non tradizionali”, introdotta inizialmente nel 2013 per tutelare i minori, è stata drasticamente ampliata nel dicembre 2022 per vietare qualsiasi forma di promozione o rappresentazione delle relazioni LGBTQ+ rivolta a un pubblico di qualsiasi età. Inoltre, nel novembre 2023, la Corte Suprema russa ha dichiarato il “movimento internazionale LGBT” come organizzazione estremista, innalzando ulteriormente i rischi penali. In altri termini, è paragonato a un movimento razzista. Ecco come in Russia è stata riapplicata l’omofobia di stato, già in vigore sotto Stalin e Breznev, abolita con Gorbaciov e ripristinata da Putin.
Platone scolpito da Silanione (IV secolo a.C.) Musei Capitolini
Platone e Saffo subirebbero la censura e/o il ritiro dei testi. Anzi, testi vitali per la storia della filosofia, come il Simposio e il Fedro, incentrati sulla natura dell’amore, inclusa l’omofilia, il terzo libro di Repubblica, l’ottavo delle Leggi, il Liside, opera giovanile, nonché buona parte delle poesie di Saffo, celebri per l’amore lirico tra donne, sono già finiti nella macchina della censura russa. Nel febbraio 2024 è emersa una lista di oltre 250 libri ritirati dalle librerie e dalle piattaforme online russe in ottemperanza alla legge. Questa lista includeva opere di Platone e Saffo, insieme ad autori come Oscar Wilde, Proust, Gide, Virginia Woolf, l’intera beat generation (quindi Ginsberg, Kerouac, Burroughs), e poi Stefan Zweig, Stephen King, James Baldwin, Michael Cunningham, Stefan Zweig, Michael Cunningham, Vladimir Sorokin autore russo, e perfino, a sorpresa, di Dostoevskij. Colpi di censura incredibili soprattutto alla modernità, degni delle dittature del XIX e XX secolo e reiterati senza vergogna nel XXI.
Vietato concordare coi classici
Dire: io concordo con le tesi di Platone sull’amore costa una denuncia. Oppure dire o scrivere “Le idee di Platone sull’amore sono ricche di spunti stimolanti”, è un vero e proprio reato, noto come “propaganda antirussa”, costa una denuncia, una multa pesante e, se reiterato il carcere e se reiterato ancora magari dichiarando la propria bisessualità fino a 12 anni di galera.
Se… Se Platone e Saffo fossero cittadini russi vivi oggi e provassero a pubblicare o recitare pubblicamente questi testi, verrebbero accusati di “propaganda antirussa”. Il codice amministrativo russo prevede multe pesantissime per i privati e ancora più severe per gli editori o per chi diffonde tali contenuti su internet.
La legge sulla “propaganda” in sé prevede principalmente sanzioni pecuniarie. Tuttavia, se i due autori continuassero a promuovere attivamente i loro ideali, a dichiararsi apertamente omosessuali o a contestare pubblicamente le autorità, l’accusa potrebbe facilmente essere convertita in “attivismo estremista”, legato alla messa al bando del movimento LGBT, un reato penale che comporta fino a 12 anni di carcere. Non solo, multe e carcere sono previste anche per chiunque commenti positivamente gli autori bannati o anche solo un suo testo, o un suo pensiero. La denuncia scatta a qualsiasi titolo, fosse un articolo di giornale o di rivista letteraria.
Di tutti questo autori è consentito solo parlare male, anche quando non sono stati letti proprio per l’azione di censura operata dallo Stato.
Nella Russia odierna, l’azione della censura non si limita a bloccare la letteratura contemporanea o gli autori dissidenti in esilio, ma ha iniziato a colpire duramente anche i grandi classici, sia russi sia occidentali. Questo fenomeno avviene sempre attraverso l’applicazione combinata di leggi nate inizialmente per scopi diversi, come il contrasto alla “propaganda LGBT”, le norme sulla “propaganda di sostanze stupefacenti” e la tutela della sicurezza nazionale. Di fatto, si assiste a una progressiva mutilazione dell’editoria e della cultura classica.
La legge anti-LGBT e la “morale tradizionale”
L’ampliamento della legge contro la propaganda delle relazioni non tradizionali a tutte le fasce d’età ha generato un clima di forte autocensura tra editori e librai. Per evitare sanzioni astronomiche, sono stati inclusi in liste di proscrizione o ritirati dal commercio libri che contengono accenni all’omofilia, alla fluidità di genere o a passaggi sensuali non conformi alla narrativa di Stato:
Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde e altri suoi scritti sono stati inclusi nelle liste di libri problematici o ritirati dai canali ufficiali a causa dei forti sottotesti omoerotici.
Virginia Woolf: opere come Orlando, che esplora l’identità di genere e il cambio di sesso del protagonista attraverso i secoli, sono state bandite dalle principali librerie.
La monumentale Ricerca del tempo perduto, di Marcel Proust, è stato parzialmente censurato o ritirato per via dei numerosi personaggi omosessuali e delle riflessioni sull’amore omofilo.
Persino alcuni passaggi o racconti di Fëdor Dostoevskij, maestro del realismo russo sono finiti sotto esame o inclusi in elenchi di libri da monitorare per via delle tematiche morali complesse o della rappresentazione di passioni ritenute “estreme” o “perverse” dalle autorità.
Metodo di Censura. Descrizione
Il mito della caverna in un’incisione del 1604 di Jan Saenredam
Molti editori, per non ritirare interi romanzi classici o contemporanei, scelgono di stampare i libri coprendo con righe nere di inchiostro i paragrafi “illegali”, come per esempio le scene intime o dialoghi sull’omosessualità. Classici della letteratura scolastica vengono improvvisamente catalogati come “Vietati ai minori di 18 anni”, limitandone la vendita, il prestito nelle biblioteche pubbliche e lo studio nei programmi scolastici.
Spaventati dalle perquisizioni della polizia e dal rischio di chiusura, sono gli stessi distributori e rivenditori online a rimuovere preventivamente i titoli dai cataloghi ai primi accenni di ambiguità legislativa.
Il risultato è un panorama editoriale che storici e critici letterari descrivono come un ritorno all’era sovietica e alle logiche di contrapposizione della Guerra Fredda. Per reazione, molti editori indipendenti e intellettuali russi fuggiti all’estero hanno ricominciato a stampare in Europa e negli Stati Uniti i grandi libri proibiti per poi diffonderli digitalmente in Russia, riproponendo la storica tradizione dissidente del Tamizdat (la pubblicazione all’estero).
In Russia, il quadro normativo a carico della comunità LGBTQ+ ha subìto una drastica escalation, passando da sanzioni puramente pecuniarie (amministrative) a vere e proprie pene detentive di natura penale. A seguito della decisione della Corte Suprema russa del novembre 2023, che ha classificato il fantomatico “movimento pubblico internazionale LGBT” come organizzazione estremista, poiché tale movimento non esiste formalmente, la legge viene applicata in modo arbitrario e retroattivo contro associazioni, attivisti, canali social e persino singoli cittadini.
Le sanzioni in dettaglio
Sono considerati estremisti la bandiera rainbow (arcobaleno), i loghi delle associazioni o qualsiasi altro simbolo associato alla comunità queer, trattati alla stregua di simboli nazisti o di organizzazioni terroristiche (Articolo 20.3 KOAP e Articolo 282.4 UK RF).
I dettagli delle sanzioni penali e amministrative previste dal Codice Penale della Federazione Russa (UK RF) e dal Codice delle violazioni amministrative (KOAP) si articolano in diverse aree di rischio:
1. Chiunque venga accusato di aver fondato, gestito o coordinato un’organizzazione o un gruppo (anche online) ritenuto parte del “movimento LGBT” rischia le pene più severe ai sensi dell’Articolo 282.2 del Codice Penale: da 6 a 12 anni di carcere.
• Sanzioni accessorie: Divieto di ricoprire cariche pubbliche, congelamento immediato dei conti bancari e inserimento nella lista ufficiale dei terroristi ed estremisti dello Stato.
2. La semplice affiliazione, il lavoro di volontariato o la partecipazione attiva alle attività di gruppi di difesa dei diritti LGBTQ+ (molti dei quali, come il Russian LGBT Network o il collettivo Irida, sono stati formalmente banditi) ricadono sotto lo stesso articolo: da 2 a 6 anni di carcere.
3. Inviare denaro, raccogliere fondi o effettuare donazioni (crowdfunding) a beneficio di associazioni, collettivi, media indipendenti o iniziative legate alla comunità LGBTQ+ configura il reato di “finanziamento di attività estremiste” ai sensi dell’Articolo 282.3: da 3 a 8 anni di carcere.
4. Esposizione di Simboli e Bandiere: fino a 4 anni di carcere.
5. La legge sulla “propaganda” in sé prevede principalmente sanzioni pecuniarie. Tuttavia, se i due autori continuassero a promuovere attivamente i loro ideali, a dichiararsi apertamente omosessuali o a contestare pubblicamente le autorità, l’accusa potrebbe facilmente essere convertita in “attivismo estremista” (legato alla messa al bando del movimento LGBT), un reato penale che comporta fino a 12 anni di carcere.